Conto alla rovescia per il debutto del Registro unico nazionale del Terzo settore. 

Ricordiamo che la creazione del registro unico registro nazionale, pubblico e telematico, sostituirà una miriade di registri nazionali e locali delle oltre 336mila organizzazioni non profit.

Vediamo quo di seguito quali sono gli strumenti necessari all’iscrizione :

1. ACCESSIBILITÀ E COMUNICAZIONI

Obbligo di Pec per tutti Il registro è telematico. Il Registro unico del Terzo settore sarà pubblico e accessibile in modalità telematica. Tutte le comunicazioni con gli enti e fra gli enti iscritti e la Pa avverranno tramite posta elettronica certificata. Tutti gli enti interessati a iscriversi dovranno quindi avere una Pec

2. L’IDENTIKIT DELL’ENTE

Statuto da aggiornareTrasparenza su rappresentante e soci. Per iscriversi al Registro unico, l’ente deve avere uno statuto in linea con il Codice del Terzo settore. Vanno allegati l’atto costitutivo, le generalità del rappresentante legale e di chi ha cariche sociali e tutti i dati anagrafici dell’ente

3. LA SITUAZIONE ECONOMICA

Ultimi due bilanci da allegareContabilità sotto esame. Tra gli altri requisiti di accesso, per le organizzazioni che esercitano l’attività da uno o più anni, c’è l’obbligo di presentare – rispettivamente – l’ultimo o gli ultimi due bilanci consuntivi approvati, con le copie dei verbali assembleari contenenti la delibera di approvazione

4.L’ACCREDITAMENTO

Accesso al 5 per mille Da indicarel’accreditamento. Solo gli enti non profit iscritti al Registro unico potranno accedere alla ripartizione del 5 per mille riservato al cosiddetto “volontariato”. Quando l’organizzazione si iscriverà al Registro, dovrà allegare la dichiarazione di accreditamento per l’accesso al contributo, prevista dal Dlgs 111/2017.

Ricordiamo che l’iscrizione al Registro non è obbligatoria: gli enti che decideranno di entrarvi, potranno accedere ai nuovi regimi fiscali agevolati previsti dalla riforma (come il regime forfettario per gli enti non commerciali e i regimi fiscali ad hoc per le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale) e al cinque per mille dell’Irpef, che in futuro sarà riservato, nell’ambito del “volontariato”, ai soli enti iscritti al Registro unico. Per la piena attuazione dei nuovi regimi fiscali serve comunque l’autorizzazione della Commissione europea che – al momento – non è ancora stata chiesta dal Governo italiano.

segreteria@studioconsadstp.com

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