Roma, 28 dicembre 2018 A tutti i Clienti
Loro sedi.

OGGETTO: Nuovo regime forfettario dal 2019
Premessa

Se non verranno apportate modifiche, in sede di approvazione, alla prossima Legge di Bilancio 2019, per i titolari di partita IVA che nell’anno in corso non avranno superato il limite di ricavi di euro 65.000 (e che non siano soci di alcun tipo di società e/o associazioni professionali), si apre la possibilità di passare al regime fiscale forfettario.

Stessa possibilità per chi inizia l’attività dal 2019, ma tali soggetti dovranno rispettare dei requisiti, che saranno: non essere soci in alcun tipo di società e/o associazione professionale, l’impossibilità di accedere al regime forfettario per tutti coloro i quali nell’anno precedente abbiano prestato la loro attività lavorativa in qualità di dipendenti (o assimilati) e che ora vogliano esercitare attività di impresa o professionale principalmente nei confronti dello stesso soggetto che un tempo era il datore di lavoro.

Cosa comporta la possibilità di entrare nel regime forfettario?

Un primo importante aspetto riguarda la tenuta della contabilità, non sarà necessaria la tenuta di alcun registro contabile e di conseguenza nessuna registrazione di documenti; bisognerà solo conservare copia delle fatture emesse e di acquisto (queste ultime numerate progressivamente). I ricavi non sono soggetti ad IVA e a ritenuta d’acconto, ma sconteranno solo l’imposta di bollo di euro 2,00 sugli importi fatturati che superano euro 77,47.

Non si è soggetti alla dichiarazione IVA, alla dichiarazione IRAP, a studi di settore o equivalenti e così via. Altro aspetto fondamentale non si è soggetti alla fatturazione elettronica, quindi si emetteranno le fatture in modalità cartacea e si riceveranno le fatture di acquisto con la stessa modalità, chiedendo al fornitore di inviarne copia magari sulla vostra casella di posta.

Rimarrà ovviamente la dichiarazione dei redditi.

E come si determina l’importo delle imposte da versare ?

A seconda dell’attività di impresa o di lavoro autonomo, i ricavi conseguiti verranno portati a imposizione per una percentuale prestabilita (si tenga presente che nessun costo relativo all’attività d’impresa o professionale si porta in detrazione).

Al risultato di tale operazione si potranno portare in deduzione i costi sostenuti nell’anno per contributi previdenziali.

Sul risultato della detrazione si applicherà una aliquota di imposta sostitutiva del 15% (la c.d. flat tax). Per chi inizia l’attività nel 2019 l’imposta sostitutiva sarà del 5% per i primi cinque anni di attività a patto che non abbia mai svolto attività lavorativa nei tre anni precedenti, sia come dipendenti che come lavoratori autonomi.

Come detto sopra i contributi previdenziali saranno l’unico costo che si potrà portare in detrazione, non saranno più detraibili: le spese mediche, le detrazioni per familiari a carico, le spese per ristrutturazione edilizie, le spese scolastiche e per attività sportive dei propri figli, contributi per colf e badanti, etc.

Bisognerà quindi sempre valutare caso per caso la convenienza effettiva a tale passaggio di regime. Nel caso dei professionisti, come detto, si deve tener conto che sulle parcelle non sarà applicata la ritenuta d’acconto.

Per cui se fino ad oggi in sede di dichiarazione dei redditi, quasi sempre si andava a credito d’imposta per effetto di tali ritenute effettuate dal committente, nel passaggio di regime si incasserà la parcella per intero, con una maggiore entrata finanziaria nel corso d’anno, è ovvio che l’anno successivo in sede dichiarativa le imposte saranno sicuramente da pagare, tutto dipende da quanto sia possibile risparmiare.

Nel ricordarvi che siamo sempre a Vs. completa disposizione per qualsiasi chiarimento necessitasse, cogliamo l’occasione per salutarvi distintamente.
Studio Associato Consad Srl

Share This