l

Servizi per il Cittadino: le domande più frequenti del mese

  • In riferimento alle ricariche telefoniche, vorrei sapere se, ai fini della deduzione del costo da parte di un’impresa, sia necessaria l’emissione della fattura da parte del fornitore; oppure se sia sufficiente la ricevuta (emessa dal tabaccaio presso cui la stessa ricarica è effettuata), da cui si evince il numero di telefono dell’utenza.
  • La risposta. In base all’articolo 102, comma 9, del Tuir (Dpr 917/86), le quote d’ammortamento, i canoni di locazione anche finanziaria o di noleggio, e le spese di impiego e manutenzione relative ad apparecchiature terminali per servizi di comunicazione elettronica a uso pubblico, di cui alla lettera gg, comma 1, dell’articolo 1 del Codice delle comunicazioni elettroniche (Dlgs 259/2003), sono deducibili nella misura dell’80 per cento. Questi  limiti fiscali operano sia per la telefonia fissa che per quella mobile, sempre che venga utilizzata nell’ambito dell’attività di impresa. Rientrano nell’ambito delle spese deducibili anche quelle sostenute per l’acquisto delle ricariche telefoniche, ovvero delle schede prepagate, trattandosi di costi relativi all’impiego dei servizi telefonici. Ai fini del riconoscimento della deducibilità dal reddito d’impresa, i costi devono essere connotati dei requisiti dell’inerenza e della tracciabilità della spesa, che per le prepagate avviene con l’emissione di una semplice ricevuta commerciale da cui si deve evincere il numero ricaricato.

Consulenza Enti no Profit: i vostri quesiti, le nostre risposte

  • Occorre fare una ricevuta per ogni singola quota sociale/affiliazione/iscrizione?
  • Per ogni singola quota di iscrizione ai corsi o di affiliazione, l’ente deve rilasciare un’apposita quietanza, copia della quale dovrà essere conservata dall’ente stesso

 

  •  Un associazione sportiva dilettantistica (Asd), riconosciuta dal Coni, è tenuta a richiedere il certificato medico sportivo ai propri tesserati per la partecipazione ai corsi organizzati?
  • La risposta è affermativa. Nelle Onlus tutti i soci hanno diritto di partecipare all’assemblea ed esprimere il loro voto e le loro volontà in quella sede. Il voto per corrispondenza è solo una modalità alternativa a quello in assemblea, ed è previsto di norma nei casi in cui il socio sia impedito a partecipare. Inoltre, gli enti che hanno acquisito la qualifica di Onlus devono rispettare il principio di democraticità, «prevedendo sempre per gli associati o partecipanti maggiori d’età il diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione» (articolo 10, comma 1, lettera h, Dlgs 460/1997). Tale criterio viene ribadito anche nel Codice del Terzo settore (Dlgs 117/2017).
Share This